IT.SPORT.PALESTRA: KB & FAQ Glossary   
Search  
   
Browse by Category






IT.SPORT.PALESTRA: KB & FAQ .: Allenamento .: Dolori muscolari/Mialgie

Dolori muscolari/Mialgie

[Articolo di Alessio Figus]

INTRODUZIONE:

I dolori muscolari (o mialgie) possono essere causati da sforzi durante le attività sportive.

Ci sono 2 ipotesi sulle possibili cause delle mialgie:

  •  Il dolore può essere causato da reazioni simil-infiammatorie delle fibre muscolari provocate da sostanze prodotte dal metabolismo;
  •  Il dolore può essere causato da piccole lesioni delle fibre muscolari, soprattutto secondo recenti studi, lesioni nelle strutture proteiche delle miofibrille.

Il dolore muscolare è caratterizzato da spasmi che ne impediscono in parte il movimento, e ciò può succedere se non si è abituati agli sforzi, se non è stato fatto un adeguato riscaldamento prima dell’allenamento e/o un adeguato defaticamento o stretching dopo l’allenamento stesso, e non ultimo se ci si è allenati con un carico di lavoro eccessivo e non graduale.


CONTRATTURE MUSCOLARI

Le contratture muscolari consistono in un indurimento della muscolatura (miogelosi), in seguito a un eccessiva o errata sollecitazione. La contrattura, come dice la parola stessa, è una contrazione parziale e involontaria di un certo muscolo, che causa l’incapacità di allungare completamente lo stesso e ne impedisce il rilassamento. Il dolore si può alleviare con dei massaggi, ma comunque bisogna pazientare dai 4 ai 7giorni, prima di potersi riallenare.

 
Esempio: un’allenamento al “leg curl” senza essere abituati al movimento, caricando molto peso, con molte serie e ripetizioni (seppur con lunghissime pause) è il modo infallibile per causarvi una contrattura ai bicipiti femorali (muscolo posteriore della coscia). Generalmente l’indomani mattina, oltre ad aver dolori stando semplicemente seduti o in piedi come dopo qualche ora dall’allenamento, per camminare si dovranno fare dei passi ridicolmente corti, in quanto i bicipiti femorali, come dicevo prima, non vorranno saperne di allungarsi, e se provate a forzare la falcata, oltre a sentire un più intenso dolore rischiate strappi.


STIRAMENTO MUSCOLARE

Lo stiramento consiste in un eccessivo allungamento delle fibre muscolari e del tessuto connettivo che le circonda, senza però lacerare le strutture delle miofibrille.

Lo stiramento è generalmente causato da un brusco sforzo o da un movimento riflesso non coordinato, che stimola in allungamento i muscoli antagonisti, e spesso ciò è dovuto a un insufficiente preparazione fisica o un riscaldamento fatto male o non fatto affatto.

Se si verificano stiramenti, nonostante un impeccabile riscaldamento e nonostante la muscolatura sia allenata a sopportare certi sforzi, ciò può essere causato da problemi nel metabolismo elettrolitico, e va quindi controllata la quantità di sali minerali che assumiamo, in particolare il magnesio.

Su un muscolo stirato si può intervenire allungando passivamente, e con molta lentezza il muscolo stesso per 10”-20” per un paio di volte, si può inoltre applicare del ghiaccio per attenuare i dolori.

 

Esempio: quanti di noi, da piccoli, hanno tirato i sassi nello stagno, nel fiume, o in un campo in periferia per giocare a chi lo lancia più lontano? J Tirare un sasso, è una cosa che richiede molta forza e controllo del movimento (se no tirate il sasso in terra o all’amico messo affianco a voi), e se lo fate senza riscaldarvi dopo qualche tiro sentirete un dolore particolare al braccio che non si calma qualunque posizione assumiate.


STRAPPI MUSCOLARI

Gli strappi muscolari sono delle lacerazioni più o meno profonde dovute a allungamenti improvvisi o graduali del muscolo, oltre il proprio limite di elasticità; queste serie lesioni molto spesso causano limitazioni funzionali persistenti.

Dato che le fibre non si rigenerano, si forma una cicatrice che può, come dicevo prima, compromettere la normale funzionalità del muscolo.

Quando si incorrre in uno strappo subentrano immediatamente dolori fortissimi, che fanno interrompere subito l’attività all’atleta. Insieme alla muscolatura si possono danneggiare anche piccoli vasi sanguigni, quindi potrebbero capitare delle emorragie in profondità nel tessuto.

Se lo strappo coinvolge una grande porzione di tessuto, è percettibile al tatto e si può quindi palpare delicatamente la zona dolorante per rilevare al tatto l’entità del danno, ovviamente questa diagnosi va effettuata immediatamente dopo il presunto strappo, in quanto in breve tempo si riempe di sangue e/o siero, rendendo impercettibile l’affossamento causato dallo strappo. Se non si palpa tempestivamente la zona dolorante si può scoprire di cosa si tratta solo dopo lunghi procedimenti diagnostici in ospedale.

Il primo soccorso consiste nel tenere il muscolo a riposo, applicare ghiaccio, compressione e sollevamento, per guarire bisogna rimanere in assoluto riposo e generalmente si deve aspettare 3settimane affinché la ferita si rimargini, poi più è grande la ferita e più tempo ci vorrà.

 

Esempio: facendo la spaccata, frontale o saggitale, si può incorrere in uno strappo scendendo oltre il massimo consentito, ovvero oltre il limite in tensione massima. Se si va oltre la massima tensione il muscolo si strappa, e in casi gravi bisogna ricucirlo chirurgicamente.

 

 CRAMPI MUSCOLARI

Il crampo è la contrazione dolorosa e involontaria di un muscolo, seguita dall’incapacità di rilassare il muscolo volontariamente. Il crampo non va confuso con la contrattura, in quanto il primo si può scongiurare facendo stretching e allungando manualmente il muscolo in questione, risolvendo il problema subito, per la contrattura invece se si prova a allungare, anziché dar sollievo come nel crampo da un dolore più acuto e si rischia uno strappo.

I crampi possono essere causati dall’accumulo di metabolici acidi durante il lavoro del muscolo, riduzione dell’afflusso sanguigno, variazioni di temperatura e umidità.

I crampi notturni possono derivare da problemi di innervazione e/o da carenze idrico/alimentari.

 

Esempio: durante il sonno, nuotando o facendo sforzi coi pesi in palestra, il crampo più comune che può manifestarsi e che tutti abbiamo provato almeno una volta, è quello nell’arcata del piede tra tallone e alluce. Si risolve distendendo la gamba e tirando a se la punta del piede.


TENDINITE

La tendinite è un infiammazione dei tendini che, a seguito di un’attività sportiva o lavorativa, comportano la ripetizione di particolari movimenti. In questo caso i movimenti provocano dolore e le zone articolari colpite sono sensibili anche al tatto.

Le zone più colpite sono la spalla, il piede e soprattutto l’avambraccio, l’articolazione può in certi casi gonfiarsi per un accumulo di liquidi o in altri casi perdere parte del liquido sieroso che serve a lubrificare, per cui al movimento si verifica un caratteristico rumore. Il riposo è la soluzione migliore, e per riposo si intende di evitare di fare i soliti movimenti ripetitivi che hanno scatenato la tendinite, e assolutamente di NON immobilizzare la zona colpita, in quanto deve potersi muovere, seppur senza fare sforzi.

 

Esempio: la tendinite all’avambraccio è la più diffusa, specie nelle palestre durante esercizi come ad esempio curl-manubri e tirate al mento, per cui oltre a sottoporre il tendine dell’avambraccio a sollecitazioni eccessive per la propria struttura/grado di allenamento, spesso si accompagnano posizioni sbagliate dei polsi che aggravano maggiormente la situazione. Nell’ambito non sportivo una tendinite può essere causata usando per molto tempo le cesoie per potare rami un po grossi per cui bisogna esercitare una certa forza, sistematicamente, che porta all’infiammazione.



How helpful was this article to you?

Related Articles


Condividi

User Comments

Add Comment
No comments have been posted.


powered by Lore
DC WORKOUT