Si, e' vero, ma si puo' tranquillamente ignorare il tutto e pensare a
correre il piu' a lungo possibile (se lo scopo e' dimagrire).
Il carburante utilizzato dall'organismo varia con l'impegno durante la corsa
e quindi con la frequenza cardiaca e questo perche' il corpo ha, riassumendo
molto, diversi meccanismi energetici utilizzabili:
- creatin-fosfato. E' presente in piccola quantita' nelle cellule e contiene
legato un gruppo fosforico che viene liberato per permettere la formazione
diretta di ATP da ADP al fine di fornire energia. E' il meccanismo
energetico piu' veloce, di tipo anaerobico (non ha bisogno di ossigeno)
alattacido (non produce acido lattico), immediatamente disponibile per
l'utilizzo. E' il meccanismo principalmente coinvolto per gli sforzi brevi
ed intensi come gli scatti o le alzate massimali. Dopo pochi secondi (una
decina o giu' di li) l'energia da questa fonte si esaurisce. Il
creatin-fosfato viene rigenerato automaticamente durante le pause.
L'assunzione di creatina ai fini prestazionali non ha quindi senso negli
sport di endurance (corsa di fondo) in quanto il meccanismo energetico e'
coinvolto solo in minima parte nella prestazione sportiva (scatto finale?),
mentre puo' avere senso per altri tipi di sport che fanno maggior uso di
questa fonte energetica.
- meccanismo anaerobico lattacido (o glicolisi). Si tratta di un meccanismo
di tipo anaerobico (cioe' lavora in assenza di ossigeno) che produce acido
lattico. Usa come carburante il glucosio, presente in circolazione nel
sangue o prelevato dalle scorte dell'organismo (glicogeno). E' un meccanismo
che permette sforzi di qualche minuto dopodiche' l'atleta deve rallentare in
quanto l'accumulo dell'acido lattico nel sangue non permette di mantenere un
tale livello di sforzo per troppo tempo: il muscolo non si contrare se il pH
del sangue e' troppo acido. La produzione di energia avviene consumando
molto zucchero e in maniera in un certo senso "poco efficiente", da una
molecola di glucosio vengono create due molecole di ATP, oltre a acido
lattico e piruvato che poi vanno smaltite o utilizzate in altro modo.
- meccanismo aerobico. E' il meccanismo a cui ci si riferisce quando si
parla di "aerobica" e coinvolge ossigeno, glucosio e grassi in vario modo.
Semplificando molto c'e' una specie di fornace, chiamata "ciclo di krebs",
all'interno della quale vengono buttati dentro vari elementi (tutti
necessari sebbene in quantita' diverse, se ne manca uno il ciclo di krebs si
ferma). Tra i vari componenti che si buttano dentro sono presenti glucosio e
grassi. Il meccanismo e' molto efficiente: da una molecola di glucosio si
ottengono ben 36 molecole di ATP, ma e' anche il piu' lento dei tre.
Tutti e tre questi meccanismi sono attivi durante uno sforzo fisico sebbene
in modalita' diverse e con pesi diversi. Il primo e' attivo principalmente
negli sforzi intensi e brevi come gli scatti o le alzate massimali, il
secondo e' prevalente nelle corse dai 400 ai 1500, il terzo e' prevalente
nelle corse piu' lunghe come i 5000 o 10000 o oltre.
In genere nelle tabelle di frequenze cardiache si indica una particolare
fascia come quella "brucia grassi". E' vero che c'e' una velocita' che
massimizza l'utilizzo dei grassi, e questa velocita' e' quella che permette
di utilizzare al meglio il meccanismo aerobico, quindi non tale da rendere
importante il meccanismo anaerobico (e questo si vede dal fatto che non c'e'
il "fiatone": si puo' correre chiacchierando con il compagno anche per molte
decine di minuti). Questo non significa pero' massimizzare il consumo: per
consumare di piu' e quindi dimagrire di piu' occorre semplicemente correre
per piu' chilometri, a qualsiasi velocita' si corra.
[Articolo di Indegno Coglione]