Lo scopo di questo breve articolo è quello di fare un pò di "luce"
sulle diverse tipologie di allenamento in relazione al risultato
ricercato.
Infatti l'allenamento con i pesi può essere (e ovviamente
lo è) impiegato con differenti target, al fine di migliorare
determinate caratteristiche fondamentali per il raggiungimento di una
migliore performance atletica.
Ecco cosa possiamo ottenere con il giusto allenamento:
- Forza Massimale
- Potenza Muscolare
- Ipertrofia
- Resistenza
- Prevenzione degli infortuni
FORZA MASSIMALE
Con
forza massimale viene intesa la capacità di completare una "alzata" con
il massimo carico impiegabile (1 RM). L'idea alla base di questo tipo
di allenamento, per gli atleti esperti, è quella di migliorare gli
aspetti su cui si basa la prestazione di forza, ovvero gli aspetti
neuromoscolari come:
coordinazione neuro-muscolare
ipertrofia muscolare
Per
il primo aspetto il metodo che da i risultati migliori è senza dubbio
il metodo del "maximal effort"(ME) ovvero l'allenamento con carichi
massimali.
Per quanto riguarda invece l'ipertrofia i metodi che
danno i maggiori risultati sono: allenamento sub-massimale e "repeated
effort" (RE).
Un valido allenamento per la forza massimale si
deve basare sulla variazione programmata dei 3 fattori caratterizzanti
l'allenamento:
- tipo di esercizio
- metodo di allenamento(ME/RE)
- carico di lavoro (volume)
usare infatti solamente uno di questi elementi porta infatti rapidamente a stallo e mancato raggiungimento dei risultati.
Dato
che la sovrapposizione di stimoli differenti non è controproducente
(anzi) è possibilecombinare i diversi aspetti sopra-elencati in un
singolo microciclo, ma anche in una singola sessione di allenamento.
Tuttavia è possibile ottenere risultati migliori con una differente
pianficazione degli esercizi. In questo caso gli esercizi vanno variati
ogni 2 mesocicli. Ogni mesociclo invece va variato il metodo di lavoro
(ME/RE) e il volume (in accordo con la differente intensità
dell'allenamento); in questo caso il primo mesociclo è di norma
dedicato all'ipertrofia.
POTENZIAMENTO
Per
"potenziamento" si intende il miglioramento della caratteristica di
"potenza". Ovvero l'aumento della velocità con cui una resistenza viene
messa in movimento (sia essa il corpo dell'atleta, una resistenza
meccanica o altro).
In questo scenario la componente "forza" è
decisamente importante, è comunque difficoltoso trasmettere al gesto
atletico l'aumento di forza, per questo sono di fondamentale importanza:
- la scelta degli esercizi
- la temporizzazione degli allenamenti
L'esercizio principale usato nell'allenamento di potenziamento deve soddisfare le seguenti caratteristiche:
deve essere il movimento principale del gesto atletico che si desidera potenziare (o la migliore approssimazione)
deve produrre uno spostamento della resistenza in accordo con quanto accade nel gesto da potenziare
deve essere eseguito in modo che la tecnica del gesto non subisca deterioramento
E' importante considerare l'opportunità di testare l'atleta prima
dell'inizio dell'allenamento di potenziamento con una resistenza
maggiore rispoetto a quella usata comunemente (ad esempio un peso
maggiore a quello regolamentare per i discoboli), questa pratica
consente di definire una curva di potenza specifica per l'atleta.
Nella scelta degli esercizi occorre fare attenzione alle seguenti caratteristiche:
- muscoli coinvolti
- velocità di esecuzione
- direzione e tipo del movimento
- rapporto forza-postura
Nel caso la durata del gesto sia molto breve (<0.3") va posta
maggiore enfasi sulla componente esplosiva del gesto piuttosto che
sull'1RM.Infatti in prestazioni molto brevi non si ha il tempo di
sviluppare l'1RM, ed è di fondamentale importanza la velocità di
sviluppo della forza massimale (Rate of Force Development, RFD).
Per migliorare l'RFD la scelta migliore consiste in 3 set di 3
ripetizioni al 90% eseguite dopo il riscaldamento e con riposi
>5'.Un altro approccio utile ad aumentare la valocità di esecuzione
è il "dynamic effort" (DE), ovvero lavorare con un carico di resistenza
"medio" (in relazione ovviamente a quello usato in gara).
IPERTROFIA
L'ipertofia è di norma il target principale dei bodybuilder ma non
degli altri atleti. Va ricordato che la massa muscolare riveste
comunque un ruolo importante nella capacità di sviluppare forza.
Inoltre in alcuni sport avere una massa corporea maggiore può essere un
notevole vantaggio (ad esempio giocatori di rugby, lanciatori,
giocatori di football...).
Le tecniche usate per questo scopo sono fondamentalmente le stesse
utilizzate nel bodybuilding. Lo scopo principale di questo tipo di
allenamento è promuovere il catabolismo delle proteine muscolari
durante l'allenamento con conseguente adattamento e maggiore sintesi di
proteine contrattili durante il periodo di riposo.
Ecco le linee guida per questo tipo di allenamento:
- intensità di lavoro (RM): 5-7 e 10-12 ripetizioni
- recupero tra le serie ridotto (1-2')
- recupero tra le sessioni di allenamento lungo (48-72h)
- 3 o meno gruppi muscolari per sessione
RESISTENZA
La resistenza (endurance) è definita come la capacità dell'atleta
dimantenere la prestazionenel tempo, posticipando gli effetti negativi
della fatica. Come è facile intuire questa qualità è decisamente
connessa al tipo di gesto atletico che si deve compiere (un maratoneta
ad esempio ha ben poco in comune con un pugile, eppure entrambi
necessitano di un allenamento di endurance).
Resistenza Muscolare
Questo tipo di resistenza richiede pochissimo intervento
cardio-vascolare, di contro è l'aspetto neuro-muscolare dei muscoli
utilizzati a entrare in azione.
La resistenza muscolare viene identificata comunemente in 2 modi:
- numero di ripetizioni eseguibili con un dato carico
- numero di ripetizioni eseguibili in un dato intervallo di tempo
E' interessante notare che la capacità di un atleta di resistere ad
uno sforzo è in relazione all'1RM solo se il carico usato è superiore
al 25% dell'1RM. Con carichi inferiori il numero di ripetizioni sale
molto. tanto da poter considere nulla l'importanza della forza
massimale dell'atleta.
In base a questo rapporto (carico impiegato e 1RM) va definito se allenare la forza massimale o la resistenza muscolare.
Per allenare la resistenza muscolare è opportuno impiegare il
"circuit training" con esercizi eseguiti fino all'esaurimento muscolare.
Sport di Endurance
Negli sport di endurance un elevato consumo di ossigeno si
accompagna dall'elevata richiesta energetica. il sistema
cardio-vascolare e quello respiratorio sono altamente impegnati. La
prestazione in questo caso è direttamente collegata a questi 2 sistemi
e alla capacità del corpo di dissipare calore, è stato dimostrato che
la relazione con la resistenza "locale" è cosi ridotta da non
influenzare la prestazione. Per questo motivo l'allenamento per la
forza è sempre stato considerato secondario se non addirittura una
perdita di tempo.
Recentemente invece il ruolo dell'allenamento per la forza per gli
atleti di endurance è cambiato. Si cerca infatti di aumentare la forza
sviluppabile dalle fibre lente. Per la natura di queste fibre il comune
allenamento per la forza (pensato per le fibre veloci) non funziona, si
impiega invece un tipo di allenamento basato sul fattore tempo. Ovvero
l'esecuzione di un esercizio per un intervallo di tempo prefissato (di
norma 10') con un carico di lavoro tra il 25% e il 50%.
L'allenamento della forza tende ad essere antagonista di quello
della resistenza (e viceversa) per questo è importnate periodizzare a
livello di microciclo i 2 metodi di lavoro.
PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI
Gli effetti dell'allenamento di forza sulla struttura del corpo sono vari e importanti:
maggiore forza e resistenza dei tessuti che compongono l'articolazione
maggiore forza meccanica dei tessuti connettivali
aumento del contenuto di minerali nelle ossa (quindi ossa piu' robuste)
Inoltre una massa muscolare maggiore protegge le articolazioni
assorbendo parte del trauma a carico dell'articolazione durante il
gesto atletico (ad esempio il ginocchio durante la corsa...)
Nel pianificare un allenamento che ha lo scopo di prevenire gli infortuni vanno considerati i seguenti punti:
- mobilità e flessibilità delle articolazioni
- range di movimento impiegato nella prestazione sportiva
- eventuale disequilibrio/assimmetria tra i gruppi muscolari
Ecco i i punti chiave su cui lavorare:
- potenziamento del core
- potenziamento dei muscoli specifici per il gesto atletico
- potenziamento dei muscoli che proteggono caviglia e ginocchio da traslazioni laterali
- riduzione degli squilibri tra muscoli agonisti-antagonisti
- miglioramenteo della flessibilità
RIFERIMENTI"Science and Practice of Strength Training" di V. M. Zatsiorsky e W. J. Kraemer
NOTA: Questo articolo e' presente anche su DC-WORKOUT.COM