Esistono svariati metodi e diverse filosofie di allenamento per
l'aumento della massa muscolare. Arthur Jones, personaggio controverso
ma sicuramente carismatico, teorizzo' quello che in seguito verrà
definito High Intensity Training, ovvero HIT. Dal nome stesso si
comprende che la chiave di questa metodologia è l'utilizzo di una
intensità di allenamento molto elevata, in contrapposizione ad un
volume di lavoro (per muscolo) limitato.
Nel 1970 Jones andò
contro ogni regola e dogma dell'epoca: niente alto volume, niente
allenamenti bi-giornalieri anzi, le basi del suo pensiero sono
riassubili nella frase "fai il contrario di quello che le riviste ti
dicono di fare".
Per chi fosse interessato ad approfondire
l'aspetto "storico" e i retroscena del pensiero di Arthur Jones
(inventroe delle macchine Nautilus) consiglio di dare uno sguardo ai
"riferimenti" di questo articolo.
I PRINCIPI BASE
I capisaldi del metodo HIT possono essere riassunti nei seguenti punti chiave:
Intensità
Per
ogni esercizio va eseguita una sola seria. Questa va conclusa solo
quando si raggiunge la momentanea incapacita' muscolare. Il che
significa di fatto eseguire "ogni possibile ripetizione".
Forma
Importante
tanto come l'intensita', la forma di esecuzione (o tecnica) deve essere
rispettata in modo assoluto. Questo per vari motivi (tra cui evitare
gli infortuni) ma soprattutto per assicurare che il muscolo "target"
sia effettivamente allenato con il giusto livello di intensita'.
Alcuni principi base da tenere in considerazione sono:
- eseguire sempre il movimento in modo controllato (niente movimenti balistici...)
- iniziare e concludere il movimento in modo graduale
- eseguire il movimento in modo continuo durante il cambio di direzione (mantenendo cosi sempre il muscolo sotto tensione)
- utilizzare una cadenza di lavoro "lenta" (ad esempio 2" nella fase positiva e 2" in quella negativa)
- lavorare con ROM (arco di movimento) completo, applicando i seguenti accorgimenti:
- esercizi monoarticolari: breve pausa in contrazione, nessuna pausa in allungamento
- esercizi multiarticolari di trazione: breve pausa in contrazione e in allungamento
- esercizi
multiarticolari di spinta: il movimento deve essere continuo (nessuna
pausa) e vanno evitati i "lock articolari" (ovvero il movimento va
invertito prima di raggiungere il limite dell'articolazione)
- postura:
- mantenere l'addome contratto e la spina dorsale inposizioneneutra
- da seduti tenere entrambi i piedi appoggiati al pavimento (o al supporto della macchina)
- da in piedi: mantenere le ginocchia leggermente flesse e i piedi a larghezza spalle
- la
respirazione deve essere istintiva: concentratevi sul lavoro muscolare
e lasciate che sia il vostro subconscio a occuparsi della respirazione
Ripetizioni
Il
range di lavoro ottimale è tra le 8 e le 12 ripetizioni, questo
permette infatti di rimanere nell'ambito del lavoro anaerobico (pesi
piu' leggeri spostano l'esercizio nell'ambito del lavoro aerobico).
Occasionalmente è possibile usare range piu' elevati (15-20
ripetizioni) per la parte bassa del corpo e carichi maggiori per la
parte alta del corpo (5-8 ripetizioni).
Progressione
Per
ottenere risultati e' importantissimo cercare l'incremento costante
nella prestazione. Raggiunte le 12 ripetizioni in buona forma è
necessario incrementare il peso (2-5% di incremento).
Frequenza
Secondo
Arthur Jones un allenamento efficacie si basa su tabelle fullbody
eseguite con frequenza settimanale di 1-3 volte (in base al livello di
esperienza dell'atleta):
- novizi-intermedi: 12 esercizi da eseguire 2/3 volte a settimana
- avanzati:7-8 esercizi da eseguire 1/2 volte a settimana
Secondo
Jones se un allenamento non produce risultati, la soluzione e ridurre
la frequenza (fermo restando che l'allenamento rispetti le regole sopra
descritte)
Ordine degli esercizi
La
tabella di allenamento deve essere strutturata in modo che gli esercizi
che colpiscono muscoli grandi vengano priorizzati. Per questo motivo
l'ordine corretto dovrebbe essere il seguente:
- gambe
- schiena
- petto
- muscoli minori (spalle, braccia...)
Recupero/Scarico
E'
di fondamentale importanza capire che il muscolo cresce durante la fase
di recupero. Ovvero fuori dalla sala pesi. Per questo è importante
prestare particolare cura sia ai giorni di recupero che alla qualità
stessa del riposo. Inoltre è consigliabile inserire periodi di scarico
completo nella pianificazione annuale dell'allenamento. Ad esempio
Ellington Darden nei suoi articoli consiglia 2 periodi di 9 giorni di
completo scarico nell'arco di un anno di allenamento.
CONCLUSIONI
Questo
articolo ha lo scopo di presentare il metodo HIT per permettere al
lettore di formulare un proprio punto di vista e avere gli strumenti
per capire la filosofia di lavoro ideata e applicata da Arthur Jones.
Tra i riferimenti ho inserito materiale utile per approfondire questo
argomento. E' importante ricordare (onde evitare di cadere "vittime"
della fobia da sovrallenamento o usare l'HIT come scusa per "lavorare
meno") che il principio chiave di questo sistema è raggiungere
l'incapacita' muscolare in ogni singolo esercizio, e cercare di
spingere sempre il proprio corpo al massimo per raggiungere intensita'
sempre piu' elevate.
RIFERIMENTI
"The New High Intensity Training" by Ellington Darden
"Dr. Darden HIT"
"Nautilus Bulletin n# 1" by Arthur Jones
"ArhurJonesExerxise.com"
NOTA: Questo articolo e' presente anche su DC-WORKOUT.COM