“Squat” di per sé significa
solo “accosciata”: esistono innumerevoli varianti di questo esercizio, non è
possibile quindi dare una risposta unica.
Il metodo
classico di esecuzione dello squat è mutuato dal sollevamento pesi: i piedi
vengono mantenuti in posizione naturale all'ampiezza delle spalle, il
bilanciere viene tenuto sui trapezi e saldamente impugnato, i gomiti rimangono
sempre, in linea verticale, sotto il bilanciere. L'accosciata può essere
portata fino in fondo o, se si desidera un maggiore isolamento dei
quadricipiti, fino al parallelo.
In
alternativa, nell'ottica di un maggiore isolamento dei quadricipiti, un metodo
alternativo consiste nell'effettuare lo squat frontale, anche questo mutuato
dal weightlifting: piedi ampiezza spalle, il bilanciere viene appoggiato sulle
clavicole e tenuto in posizione con la punta delle dita o, nel caso in cui non
si avessero polsi abbastanza flessibili e questa posizione risultasse difficile
o dolorosa, con le braccia incrociate o ancora meglio, come suggerisce
Poliquin, con delle cinghiette. La schiena rimane sempre verticale, e
l'accosciata va eseguita sempre completa.
Un discorso
completamente diverso va fatto per lo squat del powerlifting, nel quale la
tecnica è ovviamente pensata per consentire di muovere in sicurezza il massimo
carico possibile, indipendentemente dai gruppi muscolari utilizzati. Questa
tecnica è utilizzabile, pressoché invariata, anche senza utilizzo di
attrezzatura supportiva: prevede una distanza tra i piedi ampia, il bilanciere
più in basso possibile sulla schiena e l'impugnatura più stretta che si riesce
a tenere senza sentire dolore; la discesa, come da regolamento IPF, viene
eseguita fino al punto in cui la cresta iliaca viene a trovarsi in linea col
ginocchio. Una descrizione completa di questo esercizio esula dall'ambito di
queste FAQ: si consiglia la lettura dell'articolo di Dave Tate “Squatting from
head to toe” http://www.t-nation.com/findArticle.do?article=body_120squat
, di cui è disponibile la traduzione in italiano ad opera di Enrico Bomboletti
(EnricoPL su ISP) qui http://www.sslaziopl.it/mm/mm_articoli_tecnica_esercizi.htm
.
L’autore di
questa FAQ considera lo squat il re degli esercizi per l’ipertrofia, capace da
solo di risolvere grossi squilibri e gravi carenze nello sviluppo di tutti i
muscoli della parte inferiore del corpo, ed è convinto, per esperienza anche
personale, che utilizzare l’ultima tecnica descritta, con un’appropriata
periodizzazione (mirata essenzialmente allo sviluppo della forza massimale)
permetta di sviluppare rapidamente una notevole potenza e massa muscolare,
peraltro armonicamente proporzionata tra parte anteriore e posteriore della
coscia, glutei e cintura addominale.
Tuttavia,
considerato che di solito chi pratica a livello dilettantistico il bodybuilding
non ha nessun interesse a sviluppare una potenza degna di nota, e che anzi
preferisce non allenare pesantemente i glutei ed i muscoli della cintura
addominale in modo da massimizzare la differenza tra questi e i muscoli che li
circondano (torace e quadricipiti), è portato a consigliare l’utilizzo del
front squat, più semplice da eseguire e in cui la schiena rimane eretta,
sostituendolo con lo squat classico per le serie lunghe, in cui sarebbe
fortemente limitante la tenuta isometrica dei romboidi.
Che si
esegua lo squat classico o quello frontale, è bene evitare l'utilizzo delle
tavolette sotto i talloni: l'inevitabile instabilità che ne deriva, unita allo
spostamento del carico in avanti, si rivela estremamente pericolosa per le
ginocchia. Se proprio non si riescono a tenere i talloni incollati al suolo è
meglio utilizzare scarpe da ginnastica con il tacco leggermente rialzato
(volendo esagerare, sono anche disponibili scarpe specifiche per il
weightlifting, con il tacco rialzato in legno per la massima rigidità).
[Articolo scritto da Pongo]
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